giovedì 28 luglio 2022

Però la morte...

 

Tarocco  (tempera)

"Però la morte, secondo me, è sempre anche qualcos'altro. E' anche tutta la sedimentazione dell'immaginario della nostra civiltà intorno ad essa. In tutte le culture che ci hanno preceduto, lo spazio culturale e mentale occupato da questo avvenimento fondamentale della vita di ognuno, è sempre stato molto ampio. Ora invece questo spazio di rappresentazione mentale si è ristretto, quasi annullato. Credo che nella nostra civiltà, ci sia un'immagine da un lato definitiva della morte, perché sono scomparsi o comunque affievoliti gli immaginari religiosi, i sentimenti oltremondani e insieme agli immaginari collettivi di oltre la morte, anche le fantasie individuali di ogni altrove. In qualche modo è stata uccisa la morte. Nel senso che non riuscendo a immaginarci oggi la morte ed i suoi spazi, la neghiamo. E' talmente terrorifico il nulla che in qualche modo dobbiamo esorcizzarlo; al suo posto c'è il mito della scienza, il mito dell'ibernazione, il mito dell'onnipotenza, dell'uomo sempre in forma, perfetto, e nessuno parla più di morte. Il disastro antropologico del negare la morte come ultimo passaggio di estrema trasformazione, ne produce secondo me un altro ancora più grave. Stiamo perdendo la capacità di immaginare tutti gli 'Oltre' possibili. Ci impedisce di immaginare i 'passaggi' come momenti che possiamo gestire in maniera trasformatrice, in cui mettere in moto degli aspetti, delle energie di trasformazione, oppure anche mettere in moto delle immaginazioni di tipo utopico. Non riusciamo a pensare alla morte ma non c'è più neanche l'oltre la morte. Anche nel senso di utopia."

Marisa Bello

Incisione puntasecca


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